Arte e critica

Arte e critica (16)

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Sempre più frequentemente i quotidiani ci propongono previsioni e analisi critiche riguardanti l'impatto delle azioni umane sul territorio. Recenti studi confermano che il processo di trasformazione dell'ambiente da parte dell'uomo sia antichissimo, ma che solo negli ultimi anni ha acquisito le sembianze di una vera e propria “minaccia” per il clima. Nonostante lo “stato di emergenza” dichiarato dai rappresentanti di vari Paesi, le tematiche ambientali non sono ancora parte viva di una sensibilità universale: la connivenza comune è sempre maggiore rispetto ai barlumi di indignazione che affiorano a intermittenza.

Cinque domande per conoscere le illustratrici Daniela Soddu e Agnese Leone:

Cinque domande per conoscere le illustratrici Cristiana Casu e Laura Fortuna:

E' una sera di Giugno. Mentre Cagliari si staglia su un cielo dorato, mi insinuo tra le storiche vie anguste della zona “Castello”, fino a raggiungere la Galleria Siotto, dove sono esposte le opere visive di Angelo Liberati. In Galleria è presente l'Artista, un uomo magro dai folti capelli, che risponde al mio saluto con uno sguardo severo e indagatore. Solo dopo una lunga chiacchierata riesco a motivare quello sguardo penetrante con la capacità dell'Artista di saper guardare analizzando.

La mostra raccoglie le opere sotto il nome di “Stickers”, quasi a suggerirne la caratteristica più rilevante: le immagini che traspaiono dalla tela assomigliano a quei ricordi che si ripropongono in modo violento alla mente. Di fronte alle tele di Liberati, così come accade durante tali epifanie, è difficile rimanere indifferenti.

 

Giovedì, 06 Giugno 2019 20:32

Nostos

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La validità artistica di Costantino Nivola, (Orani, 1911; East Hampton, Stati Uniti 1988), è riconosciuta già nel 1937, quando raggiunge la posizione di direttore artistico della sezione grafica dell'Ufficio Pubblicità Olivetti, realizzando campagne pubblicitarie e allestimenti coniugando pittura e fotografia. È un periodo particolarmente intenso, che vedrà Nivola legato al gruppo di intellettuali di cui facevano parte Quasimodo, Sinigalli, e Alfonso Gatto. Questo equilibrio avrà una sorte effimera:

Domenica, 19 Maggio 2019 14:37

L'attimo nel Lido

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Il momento della nascita della fotografia,  il 1839, ma soprattutto il suo utilizzo generalizzato negli anni a seguire, costituisce un fattore di crisi per la pittura, intesa come attività volta a soddisfare fini utilitaristici. La nascente attività fotografica, caratterizzata da minori tempi di produzione e di attesa, si prestava meglio ai ritratti, alle riprese paesaggistiche, e ai reportage. È da questo momento che la pittura diventa un'attività prettamente intellettuale e d'èlite; per questo motivo, alla fotografia spesso non viene riconosciuta la rispettabilità di un'attività propriamente artistica.

Giovedì, 21 Febbraio 2019 17:24

Lo sguardo critico creativo

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IL CRITICO COME ARTISTA


È stato affermato che "L'opera d'arte è fatta da due persone: artista e critico d'Arte".

Un'opera è per l'autore molte cose: esito e processo tecnico, significato psicologico, scelta estetica, intento comunicativo. 
Altri strati di senso presenti nell'opera all'insaputa dello stesso autore sono scoperti in essa dal critico e per questo si scrisse sulla figura del "Critico come artista".

Si può essere ottimi curatori ed esperti d'arte, ma nello scriverne si rimane buoni recensori se non si ha uno sguardo capace di vedere oltre il visibile e integrare la rappresentazione con un apporto aggiuntivo. 

Nessuno è realmente un critico senza uno sguardo che contempera l'osservazione, contemplazione e decifrazione oggettiva con la proiezione mentale soggettiva: purchè mai egotica e sempre pertinente.

Un critico deve saper vedere più di pubblico e artista, ma non più di quello che c'è nell'opera e che attende di essere totalmente espresso-commentato-spiegato con aderenza e plausibilità.


EPD

Mercoledì, 20 Febbraio 2019 10:24

LE LETTERE DIPINTE DI VINCENT VAN GOGH

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Di Angelica Gioelino (by Artecracy.eu)

«Mi sono alzato di buon’ora e ho visto gli operai arrivare al cantiere con un sole magnifico. Avresti provato piacere a vedere l’aspetto particolare di questo fiume di personaggi neri, grandi e piccoli, prima nella strada stretta dove non c’era che poco sole e poi nel cantiere (agosto 1877)… Gli operai di questa miniera sono generalmente emaciati e pallidi di febbre, hanno un aspetto affaticato e frusto, sono scuri di pelle e vecchi anzitempo, le donne sono deboli e appassite. Intorno alla miniera miserabili abitazioni di minatori, con qualche albero morto annerito e siepi di rovi, mucchi di concime e di cenere, montagne di carbone inutilizzabile (aprile ’79)… Gli operai delle miniere di carbone e i tessitori sono ancora una razza un po’ diversa da quella degli altri lavoratori e artigiani e io sento per loro una gran simpatia… L’uomo del fondo dell’abisso, de profundis, è il minatore, l’altro dall’aria assorta, quasi da sognatore, da sonnambulo, è il tessitore. Sono quasi due anni che io vivo con essi e ho imparato a conoscere abbastanza il loro carattere originale, soprattutto quello di minatori. E ogni giorno più io trovo qualcosa di commovente, e di struggente persino, in questi poveri e oscuri operai, i più reietti di tutti si può dire, i più disprezzati, che in genere, con immaginazione vivace ma falsa e ingiusta, ci rappresentiamo come una razza di malfattori e di banditi (agosto 1880)».

Vincent Van Gogh

Lunedì, 18 Febbraio 2019 09:55

THEARTSTATE

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Di Stefano Cariello (by Artecrazy.eu)

Immaginiamo l’arte come una regione, un’isola o uno Stato senza confini certi. Tali confini cambiano velocemente e silenziosamente. Se non si presta abbastanza attenzione si corre il rischio di svegliarsi e di realizzare che questo Stato include un’area tutta nuova che non si era mai considerata in precedenza.

Dall’inizio del secolo scorso la definizione di “arte” è cambiata velocemente per includere nuove forme di espressione. All’inizio della nostra cultura l’arte fu tecnica, poi dopo secoli divenne bellezza, poi più recentemente tramutò in pura espressione, esperienza estetica, creatività, sorpresa, shock, affermazione, financo partecipazione collettiva.

L’Arte visuale fu scultura, pittura e architettura, poi collage, ready made, installazione, performance, happening, concetto etc.

Alcuni filosofi del XX° secolo sono arrivati ad affermare che l’arte è un concetto che non può essere definito.

E’ in effetti un’ardua sfida, tuttavia non possiamo arrenderci all’idea di non essere capaci di riuscire a definire cos’è l’arte ai giorni nostri.

Dunque Artecracy è il nome di questo Stato immaginario ed immaginifico, totalmente governato dall’Arte che ne stabilisce i confini e le regole che hanno corso per un tempo di durata incerta. Il sottotitolo THE ART STATE si riferisce, da una parte, al concetto italiano dello Stato dell’arte, ossia al “punto cui sono arrivate le ricerche in una determinata disciplina”, ma anche al più alto livello di sviluppo di un dispositivo o in un campo tecnico o scientifico, realizzato in un certo momento, con significato, quindi, analogo “all’avanguardia, d’avanguardia”.

Mercoledì, 30 Gennaio 2019 17:36

LA METAFORA DELL'IGNOTO DI ARNALDO POMODORO

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Di Angelica Gioelino (by Artecrazy.eu)

«Nel mio lavoro vedo le crepe, le pareti erose, il potenziale distruttivo che emerge dal nostro tempo di disillusione». 

Sono queste le parole di Arnaldo Pomodoro, scultore e orafo italiano operante nell’ambito dell’arte non figurativa, creatore delle Sfere di bronzo che si scompongono davanti allo sguardo degli spettatori tramite frastagliate e lacerate sezioni. Le Sfere di Pomodoro pongono in evidenza il contrasto tra la perfezione della levigatezza della sfera e la complessità celata all’interno dell’opera, come se si trattasse di una sorta di metafora inerente la complessità dell’ignoto. E’ l’interno delle Sfere, l’anima vera e propria, ad essere mostrato al pubblico, con lo scopo di erudirlo circa la non esistenza dello spazio esterno in quanto tutto ciò che accade si svolge all’interno  in quelle che sono le viscere racchiuse dalle pareti lucenti e lisce, dai volumi nitidi e perfettamente delineati. Pomodoro ha il potere di rendere visibile il reale attraverso forme nuove, l’artista utilizza configurazioni che superano l’ovvietà di ciò che appare, di ciò che è già conosciuto, pone in evidenza ciò che viene nascosto, raggiungendo nuovi accenti di vita e poesia.

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