Giovedì, 04 Aprile 2019 22:29

L’informatizzazione dell’arte

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L’Informatica e i domini della conoscenza si sviluppano normalmente attraverso specializzazioni verticali. Per questo motivo nel settore informatico spesso si fatica ad affrontare tematiche multidisciplinari in maniera trasversale.

Chi progetta e sviluppa le tecnologie informatiche infatti tende a vedere la propria esperienza come dirompente e i domini confinanti come dipendenti dal proprio, motivo per cui le visioni trasversali/orizzontali sono rare, nonostante la loro potenzialità.

L'arte condivide questa visione. Non la si può confinare ad un ambito specifico senza svuotarla di significati perché l'arte è capacità astrattiva in opposto al concetto di intelligenza artificiale.

L'arte anela una visione che è fatta di assenza di confini e di libertà di spaziare tra i diversi domini della conoscenza.

Quindi non è un caso che la maggior parte delle risposte informatiche all'arte siano date a domande che non si pongono.

Infatti, nessuno chiede esplicitamente un'interfaccia, un tipo di protocollo di comunicazione, un framework di promozione o di compravendita di arte, ecc. ma la maggior parte dei soggetti che operano nel campo dei servizi informatici all'arte rispondono con queste tipologie di tecnologie e servizi.

Data questa opposizione tra le visioni, gli attori dell'arte e i fornitori di servizi informatici dialogano con grande difficoltà per cui i primi si trovano spesso ad essere refrattari ad un uso corretto e funzionale di quanto offerto dai secondi.

Però, dato che la vera domanda di servizi parte dalla natura astrattiva dell'arte, la risposta necessita di una visione e una prospettiva trasversale tra più domini, la cui combinazione rende unico e dirompente il relativo business.

Questo vale dal punto di vista dell’efficacia dei servizi. Ma cosa si può dire dal punto di vista della produzione artistica? Gli strumenti informatici sono in qualche maniera in competizione con la produzione artistica?

Questo non è altro che chiedersi se l'intelligenza artificiale possa in qualche modo sostituire l'intelligenza umana e le capacità artistiche. Ma in realtà questa è una domanda posta male la cui risposta è troppo spesso sconnessa.

Infatti, per quanto la velocità di calcolo e l’integrazione dei sistemi abbiano favorito software sempre più elaborati e quindi l’implementazione di algoritmi sempre più complessi, cionondimeno questi soffrono di alcuni problemi fondamentali:

  1. sono scritti da uomini e quindi fallaci perché non sono scevri da potenziali errori
  2. sono tendenzialmente entropici perché non privi di irrazionalità nel loro componimento
  3. sono sempre scritti secondo un ragionamento induttivo.

Infatti, l'informatizzazione procede sempre quantizzando l'informazione e quindi tende a emulare i concetti ma non li sostituisce in quanto l'intelligenza umana non passa solo per il processo induttivo, anzi perlopiù percorre il verso opposto ovvero quello del ragionamento deduttivo.

La capacità di pensiero dell’essere umano consente agli individui di cercare e trovare piani di astrazione che facilitano e permettono la comunicazione. Al contrario qualunque tentativo informatico di emulare il processo deduttivo, ovvero il processo astrattivo, non riesce mai a liberarsi dal suo peccato originale: quello di essere creato a seguito di quella quantizzazione dell'informazione che è essa stessa figlia del processo induttivo.

La questione è complicata anche dal fatto che ad oggi nessuno ha veramente capito come funzioni il processo deduttivo, ovvero come l'uomo possa essere ispirato e come funzioni il cervello geniale. In tanti hanno analizzato la questione, ma nessuno ne ha fornito ad oggi una spiegazione che sia oggettiva e riproducibile, sempre che ciò sia possibile.

Per questo motivo, riguardo l'arte, non possiamo immaginare un sistema informatico che sia in grado di produrla. In quanto quest'ultima è sempre e solo frutto di un processo cognitivo di natura astrattiva e deduttiva.

Paradossalmente si può pensare a un sistema informatico come un individuo bello, tecnicamente bravo (in quanto efficiente ed efficace), ma senza anima.

Infatti, un sistema informatico è in grado di produrre degli output tendenzialmente perfetti sulla base di predeterminati input ma non sa essere irrazionale come un qualunque artista. Perciò sarà in grado di riprodurre il tratto di Van Gogh, piuttosto che di Monet, piuttosto che di qualunque altro artista di qualunque periodo, ma lo farà sempre e solo sulla base di input e processi algoritmici che provengono dall’essere umano e difficilmente potrà mai essere che ciò avvenga per intuito o ancor meno per ispirazione.

In conclusione, potremo continuare a pensare ad un sistema informatico come ad un valido strumento per produrre arte, ma sicuramente passerà molto tempo prima che possa essere capace di produrre autonomamente arte.

Letto 540 volte Ultima modifica il Domenica, 12 Maggio 2019 15:57

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